Gli articoli devono essere inviati in Times New Roman, il titolo deve avere formato 14, sotto di esso il nome dell’autore in corsivo deve avere formato 11, mentre il corpo del testo deve avere formato 12. I margini devono essere giustificati, l’interlinea deve essere di 1.0 e non devono esserci rientri. La lunghezza massima dei testi dovrà indicativamente aggirarsi intorno alle 60.000 battute (non è obbligatorio raggiungere questo numero di battute).
Alla fine del saggio dovrà essere presente una bibliografia, ordinata in ordine alfabetico per quanto riguarda gli autori, e in ordine cronologico per quanto riguarda plurime opere di un medesimo autore.
Il file deve essere inviato in formato .docx alla redazione della rivista. Sarà giudicato pubblicabile solo superando con la maggioranza dei voti a favore (50% + 1). Ogni rifiuto sarà motivato. La redazione si riserva la possibilità di richiedere all’autore modifiche, che dovranno essere discusse con l’autore stesso.
Citazioni
Le citazioni verranno segnalate con una nota a piè di pagina, che dovrà essere contrassegnata nel corpo del testo con una numerazione progressiva collocata dopo l’eventuale segno di interpunzione.
La nota a piè di pagina dovrà avere un formato 10. Si potrà seguire, nella notazione, sia il sistema autore/anno, sia la formulazione estesa (cfr. infra, fonti e bibliografia).
Per ogni citazione si prevedono le virgolette basse (« »). Le virgolette alte (“ ”) sono riservate all’evidenziazione dei termini.
La gerarchia interna delle virgolette sarà: «… “… ‘ … ’ … ”… ». Per le citazioni più lunghe di tre righe (all’incirca superiori delle 305 battute, cioè), è previsto unrientro rispetto ai margini del corpo del testo di 1,0; la dimensione del carattere, poi, sarà 10.
La dicitura ivi deve essere adoperata per fare riferimento alla pubblicazione citata nella nota precedente, dalla quale tuttavia si cita una pagina differente dalla nota precedente. Se il riferimento alla nota precedente comprende le stesse pagine citate in quella, la dicitura da utilizzare sarà: ibid.
Per esempio:
1. G. Colli, Filosofia dell’espressione, Adelphi, Milano 1969, p. 26
2. Ivi, p. 27.
3. Ibid.
Dopo la prima citazione l’autore, a sua discrezione, può scegliere di abbreviare le opere con delle sigle, di cui dovrà dar conto nella prima nota, prima di dare il riferimento di pagina. Per esempio:
G. Colli, Filosofia dell’espressione, Adelphi, Milano 1969 (d’ora in poi FE), p. 26.
Nel caso di una citazione in traduzione, nella quale si vogliono inserire parole nella lingua originali, queste andranno messe tra parentesi quadre e in corsivo (in corsivo, naturalmente, solo se la lingua di riferimento adotta l’alfabeto latino: in greco, per esempio, non andranno messe in corsivo).
Le citazioni epigrafiche, in eventuali eserghi, riporteranno la fonte secondo la discrezione dell’autore (la nota non è per esse necessaria).
Fonti e bibliografia
Libri
Seguendo il sistema autore/anno, dovrà essere segnata in nota il semplice rimando alla bibliografia
attraverso l’autore del testo da cui si cita e l’anno di pubblicazione dell’opera citata, seguito dalla
pagina citata (p.) o dalle pagine citate (pp.). Per esempio:
Colli 1969, p. 26.
Contini 1970, pp. 136-137.
In alternativa le note possono seguire la forma tradizionale: Iniziale del nome Cognome, Titolo del
testo. Eventuale sottotitolo, Editore, Città Anno di pubblicazione, pagina/e. Per esempio:
G. Colli, Filosofia dell’espressione, Adelphi, Milano 1969, p. 26.
G. Contini, Un’idea di Dante. Saggi Danteschi, Einaudi, Torino 1970, pp. 136-137.
Questa versione estesa sarà la medesima che dovrà adoperarsi nella bibliografia alla fine del contributo (salvo, naturalmente, le pagine specifiche). Dopo la prima citazione, al titolo dell’opera può seguire la dicitura: cit.. Per esempio:
G. Colli, Filosofia dell’espressione, cit., p. 26.
Se si citano opere di uno stesso autore in note immediatamente successive, al nome e cognome dell’autore deve sostituirsi la dicitura: Id. Ciò vale, però, solo nella citazione tradizionale e nella bibliografia, non vale dunque se si segue lo schema autore/anno. Per esempio:
1. G. Colli, Filosofia dell’espressione, cit., p. 26.
2. Id., Dopo Nietzsche, Adelphi, Milano 1974, p. 101.
1. Colli 1969, p. 26.
2. Colli 1974, p. 101.
In caso di citazioni in lingua originale, le indicazioni bibliografiche vanno mantenute in lingua. Per esempio:
É. Benveniste, Problèmes de linguistique générale, Paris, Gallimard 1966, p. 34.
Qualora di citassero invece traduzioni, il titolo (in traduzione) sarà seguito da: trad. it. Iniziale del nome e cognome del traduttore o del curatore. Per esempio:
2F. Braudel, Capitalismo e civiltà materiale (secoli XV-XVIII), trad. it. C. Vivanti, Einaudi, Torino 1967.
Nel caso vi fossero più traduttori sotto la curatela di un unico curatore, solo quest’ultimo sarà citato, preceduto da (a cura di). Per esempio:
W. Benjamin, Strada a senso unico, trad. it. (a cura di) G. Schiavoni, Einaudi, Torino 1983.
Saggi in volume o articoli in rivista
I saggi in volume dovranno citarsi secondo l’edizione di riferimento del volume, omettendo pertanto eventuali datazioni precedenti la pubblicazione da cui si cita: Iniziale del nome Cognome,
Titolo del saggio, in Iniziale del nome Cognome, Titolo del libro. Eventuale sottotitolo, Editore,
Città Anno, pagine del saggio, pagina citata. Per esempio:
G. Contini, Esercizio d’interpretazione sopra un sonetto di Dante, in Id. Un’idea di Dante.
Saggi danteschi, Einaudi, Torino 1970, pp. 21-31, p. 24.
Se il volume in cui è raccolto il saggio è curato da altri autori, questi andranno citati così come
l’autore del volume, preceduti dalla parentesi: (a cura di). L’ordine che si dovrà seguire in caso di
più curatori è quello che appare nel volume; e i nomi andranno separati da un trattino corto. Per esempio:
G. Carchia, Elogio dell’apparenza, in (a cura di) G. Vattimo – P.A. Rovatti, Il pensiero
debole, Feltrinelli, Milano 1983, pp. 81-90, p. 83.
Per gli articoli in rivista si riporterà in virgolette basse il titolo della rivista, l’anno di pubblicazione, il numero del volume e le pagine occupate dall’articolo citato. Per esempio:
M. Cacciari, Interpretazione di Michelstaedter, in «Rivista di estetica», 1986, n. 22, pp.
126-132, p. 129.
Dopo la prima citazione, il testo citato può essere abbreviato con il solo titolo del saggio in questione. Per esempio:
G. Contini, Esercizio d’interpretazione sopra un sonetto di Dante, cit., p. 24.
M. Cacciari, Interpretazione di Michelstaedter, cit., p. 129.
Immagini e figure
Le immagini dovranno essere identificate da una didascalia che ne segni la progressione con la
sigla, tra parentesi quadre: [Fig. 1], [Fig. 2], ecc. Nel testo, si dovrà segnalare il rimando alle figure con tale dicitura.
Sotto alla figura, poi, dovrà comparire (senza parentesi) il rimando, seguito da una didascalia che segni autore, titolo, materiali, anno, luogo di conservazione, città, eventuali crediti fotografici. Per esempio:
Fig. 1. Leonardo da Vinci, Gioconda, olio su tavola, 1503-1506 circa, Musée du Louvre,Parigi.
Per schemi, disegni o grafici elaborati dall’autore del contributo, è sufficiente il rimando: Fig. 1, 2, 3, ecc.
Abbreviazioni
Per le abbreviazioni dei testi classici, si seguono le abbreviazioni canoniche (Oxford), seguite dal rimando tradizionale per l’autore di riferimento. Per esempio:
Hom., Od., IX, vv. 273-274.
Per le citazioni di Platone e Aristotele si usa l’impaginazione rispettivamente Staphanus e Bekker e la riga (o le righe) corrispondente, oltre all’abbreviazione oxoniense. Per esempio,
Pl., Symp., 172a 7-8.
Arist., Metaph., 1007b 15.
Le opere teatrali moderne si citano con il titolo originale, seguito dall’atto (in numero romano) e dalla scena (in numero arabo). Per esempio:
W. Shakespeare, Hamlet, atto III, scena 4.
Per le citazioni dai classici, l’edizione della traduzione di riferimento dovrà eventualmente essere riportata in nota, facendola seguire da un punto e virgola alla notazione dell’opera. (Qualora non la si riporti, la traduzione verrà automaticamente intesa come un prodotto dell’autore del contributo)
Per esempio:
Arist., An. post., 75a 5-6; trad. it. G. Colli, Adelphi, Milano 2003, p. 294.
Ecco il pdf